VARZI

Varzi-Stemma
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Sindaco Gianfranco Alberti (lista civica) dal 07/06/2009

VARZI in provincia Varzi_torreportasoprana

 

Territorio
Coordinate 44°49′0″N 9°12′0″ECoordinate: 44°49′0″N 9°12′0″E (Mappa)
Altitudine 416 m s.l.m.
Superficie 58,77 km²
Abitanti 3 383[1] (30-09-2012)
Densità 57,56 ab./km²
Frazioni Bognassi, Bosmenso, Braia di Cella, Caposelva, Casa Bertella, Casa Cabano, Casa Fiori, Castellaro, Cella, Dego, Fontana di Nivione, Monteforte, Nivione, Pietragavina, Rosara, Sagliano Crenna, San Martino, San Michele di Nivione, Santa Cristina
Comuni confinanti Bagnaria, Fabbrica Curone (AL),Gremiasco (AL), Menconico,Ponte Nizza, Romagnese, Santa Margherita di Staffora, Val di Nizza, Valverde, Zavattarello
Altre informazioni
Cod. postale 27057
Prefisso 0383
Fuso orario UTC+1
CodiceISTAT 018171
Cod. catastale L690
Targa PV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti varzesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile

Varzi (Vörs in dialetto varzese[2]) è un comune italiano di 3.383 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nell’Oltrepò Pavese, in una conca al centro della valle Staffora, alla destra del torrente omonimo, sulla ex Strada statale 461 del Passo del Penice.

Storia

Di probabile origine ligure (il nome contiene la radice var che -cfr. i fiumi Var e Vara – dovrebbe significare fiume), Varzi è noto dal 993, quando era possesso dell’abbazia di San Colombano di Bobbio; in quell’epoca non era che una dipendenza della curtis di Ranzi, attualmente una piccola località nel territorio comunale. Presso Varzi sorgeva l’antica pievedi San Germano, della diocesi di Tortona, da cui dipendevano molti paesi della valle. Come il resto della vallata, cadde sotto il potere dei Malaspina, che ne ebbero regolare investitura nel 1164. Il diploma imperiale non cita ancora Varzi, ma i castelli circostanti. Probabilmente il paese cominciava a svilupparsi grazie ai traffici dei mercanti che, percorrendo la via del sale, dalla pianura risalivano la valle per raggiungere la costa ligure attraverso i passi del Pénice, Brallo e Giovà. La fortuna di Varzi iniziò nel XIII secolo: le successive divisioni ereditarie tra i Malaspina determinarono nel 1221 la separazione tra i Malaspina dello Spino Secco (in Val Trebbia) e dello Spino Fiorito (in Valle Staffora); questi ultimi si divisero nel 1275 tra altre tre linee; il marchese Azzolino, capostipite della linea di Varzi, vi prese dimora, vi fece costruire il castello e fortificò il borgo, facendone il capoluogo di una vasta signoria. Essa comprendeva, oltre che gran parte del comune di Varzi attuale (tranne le frazioni Cella, Nivione e Sagliano che appartenevano al marchesato di Godiasco), il comune di Menconico e parte di quelli di Santa Margherita di Staffora e di Fabbrica Curone. Nel 1320 i Malaspina diedero a Varzi gli Statuti, compilati dal giurisperito cremonese Alberto dal Pozzo.

I Malaspina, seguendo il diritto longobardo che prevedeva la divisione ereditaria tra tutti i discendenti maschi, si suddivisero in molteplici linee, ognuna delle quali aveva poteri sempre più limitati: o su frazioni del territorio (Menconico, Santa Margherita di Staffora, Fabbrica Curone, Pietragavina, Monteforte ecc.) o su quote del capoluogo, che finì per essere amministrato in condominio da una pluralità di marchesi Malaspina, non di rado rissosi e turbolenti. Ne derivò inevitabilmente la rovina del marchesato: non solo dovette riconoscere la supremazia del Duca di Milano, che prese a disporne a proprio piacimento malgrado i diplomi imperiali, ma finì per cadere sotto il dominio di un estraneo, il conteSforza di Santa Fiora, che dopo aver ottenuto l’investiture del terziere di Menconico in cui si era estinta la locale linea dei Malaspina, a poco a poco acquistò la maggior parte delle quote feudali finendo per essere riconosciuto unico feudatario di Varzi. Ai Malaspina rimaneva solo il titolo di Marchesi, la proprietà del castello e una serie di redditi dispersi e sempre più esigui.

La progressiva rovina dei Malaspina comunque non diminuì la prosperità di Varzi, che rimase il centro dei commerci della valle e uno dei maggiori centri dell’Oltrepò. Il marchesato di Varzi era una delle principali giurisdizioni dell’Oltrepò, cioè uno dei grandi feudi dotati di larga autonomia giudiziaria e fiscale (vedi Oltrepò Pavese (storia)). Nel XVIII secolo, passato ai Savoia nel 1743, fu sede di uno dei tre cantoni giudiziari in cui era divisa la provincia dell’Oltrepò. Il regime feudale ebbe termine nel 1797. In quest’epoca il territorio comunale era molto più piccolo di oggi. All’inizio del secolo successivo furono uniti i soppressi comuni di Bosmenso e Monteforte, che avevano costituito una signoria, nell’ambito della giurisdizione di Varzi, rimasta sempre ai Malaspina.

Unito con il Bobbiese al Regno di Sardegna nel 1743, in base al Trattato di Worms, entrò a far parte poi della Provincia di Bobbio. Nel 1801 il territorio è annesso alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1859 entrò a far parte nel Circondario di Bobbio della nuova provincia di Pavia e quindi della Lombardia.

Nel 1872 fu unito a Varzi il comune di Pietra Gavina. Nel 1923 venne smembrato il Circondario di Bobbio e suddiviso fra più province[3]. Nel 1929 vi furono uniti i comuni diSagliano di CrennaCella di Bobbio (in parte, il resto del territorio aggregato a Santa Margherita di Staffora) e Bagnaria (che riacquistò l’autonomia nel 1946).

Dopo l’8 settembre del 1943, come in tutto l’Oltrepò Pavese, si formarono le prime bande partigiane e Varzi divenne, sul finire del settembre del 1944, il centro di una zona libera (le cosiddette ‘repubbliche partigiane’), comprendente 17 comuni circostanti. Rimase territorio libero fino al 29 novembre[4].

  • Pietragavina (CC G617) è uno dei castelli citati nel diploma imperiale del 1164; appartenne ai Malaspina di Varzi, poi di una linea detta di Pietragravina, estinta nel XV secolo. Passò allora ai Dal Verme, signori di Bobbio; nel 1723 fu venduto ai Tamburelli di Bagnaria.
  • Sagliano (CC H663) apparteneva al Marchesato di Godiasco, ed era feudo di una linea dei Malaspina di Oramala e Godiasco. Nel 1863 ebbe il nome Sagliano di Crenna.
  • Cella (CC C434) è nota sin dall’835, quando dipendeva dall’abbazia di Bobbio; è pure uno dei luoghi citati nel diploma imperiale del 1164. Nelle divisioni ereditarie tra i Malaspina toccò al ramo di Godiasco, da cui derivò il ramo dei Malaspina di Cella. Il marchesato di Cella comprendeva una lunga striscia di terra sul lato occidentale della valle Staffora, nei comuni di Varzi e Santa Margherita, con centri quali Nivione, Capo di Selva, Casale, Castellaro, Cegni, Cignolo e Negruzzo. Il marchese Barnabò Malaspina si ribellò agli Sforzanel 1514 e finì squartato a Voghera; il marchesato fu confiscato e dato agli Sforza di Santa Fiora, feudatari di Varzi. Nel XVIII secolo il marchesato comprendeva molti comuni (i centri già citati), che all’inizio del successivo furono concentrati nel comune di Cella, il quale nel 1863 prese il nome di Cella di Bobbio (essendo Bobbio il capoluogo del circondario cui il comune apparteneva).

Architetture religiose

La chiesa di San Germano
  • Chiesa parrocchiale di San Colombano di Monteforte, l’attuale edificio sorse nel 1616 sui resti di un antico edificio fondato dai monaci colombaniani di Bobbio, dipende dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della Diocesi di Piacenza-Bobbio.[5]
  • Il tempio della fraternità sorge a Cella di Varzi, a 700 m di altitudine.
  • Chiesa dei Cappuccini.

Cultura

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Persone legate a Varzi

  • Pina Carmirelli, Musicista
  • Carlo Chiappano, Ciclista
  • Giuseppe Daglia, Ciclista
  • Antonio Ialenti, Pittore
  • Gianluigi Sacco, Poeta

Amministrazione

Comunità montane

Casa Mangini

Fa parte della fascia montana della Comunità Montana Oltrepò Pavese.

 

[wptab name=’Indirizzo’]

Sede Comune: Piazza Umberto I
CAP:                    27057
Telefono:          +39 0383 52280
Fax:                   +39 0383-545291
Web:                  http://www.comune.varzi.pv.it/
mail:                  sindaco@comune.varzi.pv.it

Il municipio è sito in Piazza Umberto I° 1, tel. 0383-52676 fax. :


Visualizzazione ingrandita della mappa[/wptab]

 

[wptab name=’Informazioni’]

abitanti:                  3.407 (M 1.602, F 1.805)
Densità per Kmq:  58,0
Superficie:               58,77 Kmq

Abitanti:                  Varzesi
Patrono :                   San Giorgio
Festa patrobnale:  1° lunedì dopo 23 aprile

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[wptab name=’Associazioni’]

Associazione Culturale VARZI VIVA
Indirizzi utili
  • Associazione culturale “Varzi Viva”: via Di Dentro, 1 – tel. 0383/545061 – 53526 – 52682 – 46376

  • Servizi Sociali per il Territorio (in collaborazione con Sportello Donna) Via Lombardia, 39 e-mail: sst.varzi@libero.it – tel. 0383.545789

  • IAT (promozione turistica): piazza della Fiera – tel. 0383.545221

  • Pro Loco Varzi: piazza della Fiera – tel. 0383.545221

  • Municipio: piazza Umberto I, 1 – tel. 0383.52676 (Ufficio Segreteria e Protocollo)

  • Ospedale civile di Varzi “Ss.Annunziata” – A.S.L. n° 44: via Repetti –
    tel. 0383.5471

  • Farmacia Comunale: via Pietro Mazza, 71 – tel. 0383.53291

  • Farmacia Ferrari Dr. Ravelli: largo P. Savini, 3 – tel. 0383.52007

  • Carabinieri: via Pietro Mazza, 129 – tel. 0383.52012

  • Ufficio Postale: via Pietro Mazza, 2 – tel. 0383.52045

  • Biblioteca comunale “Malaspina”: piazza Umberto I, 9 – tel. 0383.545214

  • Casa di riposo comunale: via Repetti – tel. 0383.545081

  • Scuola materna statale: via Pietro Mazza, 57 – tel. 0383.52280

  • Scuola elementare statale: piazzale Marconi,1 – tel. 0383.52089, 53410

  • Scuola media statale “Ferrari”: via Circonvallazione – tel. 0383.52140

  • Istituto professionale statale: via Mazzini, 16 – tel. 0383.52610

  • Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese: piazza Umberto I, 9 – tel. 0383.545350

  • Parrocchia di San Germano: largo P. Savini, 1 – tel. 0383.52129

  • Convento dei Cappuccini: località Cappuccini – tel.0383.52053

  • Intesa BCI (ex Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde), via Pietro Mazza, 11 – tel. 0383.545063

  • Istituto Bancario San Paolo di Torino, via Lombardia, 55 – tel. 0383.53336

  • Autovie Sapo: via Commenda, 9 – tel. 0383.52028

  • Autoservizio sostitutivo ferrovia Voghera-Varzi: via Amendola, 58 tel. +390383-41268 – website www.sapo.191.it

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